{"id":11382523,"date":"2014-07-01T00:00:00","date_gmt":"2014-06-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/alertdiver.eu\/non-categorizzato\/il-riconoscimento-e-essenziale\/"},"modified":"2014-07-01T00:00:00","modified_gmt":"2014-06-30T22:00:00","slug":"il-riconoscimento-e-essenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alertdiver.eu\/it_IT\/articoli\/il-riconoscimento-e-essenziale\/","title":{"rendered":"Il riconoscimento \u00e8 essenziale"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il subacqueo<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il subacqueo era una donna di 48 anni, con un&apos;esperienza di pi&ugrave; di 300 immersioni. Soffriva di ipertensione, tenuta efficacemente sotto controllo con un solo farmaco. Prendeva anche un farmaco contro il colesterolo. Peraltro, le sue condizioni di salute e di forma fisica erano buone.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le immersioni<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La subacquea era in vacanza in una nota isola caraibica. Nei primi quattro giorni, aveva effettuato due immersioni ogni mattina. Nessuna immersione era oltre i 24m, i tempi di fondo erano tutti nei limiti di non decompressione calcolati dal computer. La seconda immersione era sempre entro i 18m; tutte le immersioni erano con aria compressa. Il quinto giorno la prima immersione fu una multilivello, con profondit&agrave; massima di 26m e tempo totale di 40 minuti. Fu un&apos;immersione tranquilla e la donna usc&igrave; dall&apos;acqua intorno alle 11.30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neanche cinque minuti dopo essere riemersa, mentre si toglieva l&apos;attrezzatura inizi&ograve; a sentirsi leggermente in affanno, per poi accusare dolore nella parte medio-alta della schiena. Mentre spostava l&apos;attrezzatura not&ograve; che il braccio destro aveva perso forza. Quasi all&apos;unisono i piedi iniziarono a formicolare, formicolio che risal&igrave; per le gambe, su fino alla vita. Tutto questo era accompagnato da un senso di fatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rifer&igrave; ci&ograve; che stava succedendo all&apos;equipaggio della barca. Nessuno si preoccup&ograve;; visto che dopo un quarto d&apos;ora la debolezza al braccio destro si era gi&agrave; risolta, dissero che l&apos;ossigeno non serviva. La subacquea decise di non fare la seconda immersione. Gli altri rimasero in acqua per un&apos;ora, durante la quale tutti i sintomi, tranne il formicolio, sembravano spariti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornata al resort i sintomi non si ripresentarono, ma rimaneva il formicolio ai piedi. Quel pomeriggio, la donna non fece nessuna attivit&agrave; fisica impegnativa, cen&ograve; e rientr&ograve; in camera intorno alle 21.45.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le complicazioni<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 23.30 la subacquea si svegli&ograve; a causa di un forte fastidio alla vescica. Scopr&igrave; che non riusciva ad urinare e, ripensandoci, si rese conto che non aveva urinato dalla mattina. Fece una doccia calda, durante la quale not&ograve; strane sensazioni ai piedi e aree con sensibilit&agrave; diversa sulle gambe. Inoltre si sentiva le gambe molli. Preoccupata, contatt&ograve; il DAN e parl&ograve; con il medico di turno. Basandosi sul resoconto dell&rsquo;evoluzione dei segni e dei sintomi, il medico le consigli&ograve; di farsi visitare immediatamente in una struttura medica l&igrave; vicino. La donna ne parl&ograve; con il direttore del resort e venne condotta alla clinica locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena iniziata la visita, la priorit&agrave; dei medici fu svuotare la vescica della subacquea, operazione subito eseguita con un catetere. Riconobbero la possibilit&agrave; di un incidente da decompressione e contattarono la struttura iperbarica locale. Somministrarono alla donna ossigeno ad alto flusso (15 litri al minuto tramite maschera con valvola di non ritorno). Per problemi di personale, la donna non venne trasferita alla struttura iperbarica per altre due ore; continu&ograve; comunque a respirare ossigeno ad alto flusso sia in clinica che durante il trasporto, che avvenne senza difficolt&agrave;.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>La valutazione<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&rsquo;arrivo alla camera iperbarica, la subacquea era perfettamente vigile e orientata, in grado di fornire al medico un resoconto dettagliato dei fatti e dell&rsquo;evoluzione dei sintomi. Il medico fece un esame neurologico e non rilev&ograve; problemi al braccio destro della donna. La forza era uguale in entrambe le braccia e i riflessi erano normali. Il dolore alla schiena non si era ripresentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valutazione neurologica degli arti inferiori rivel&ograve; una riduzione della forza nei muscoli flessori dell&rsquo;anca destra rispetto a quelli della sinistra. Nella gamba sinistra la sensibilit&agrave; era ridotta e la gamba destra presentava aree con sensibilit&agrave; disomogenea. La percezione di stimoli caldi e freddi era alterata in entrambi i piedi. La subacquea era instabile nell&rsquo;andatura a tandem (col tallone del piede davanti che tocca le dita di quello dietro), le era difficile stare in equilibrio su una gamba sola e ancora si sentiva le gambe molli. Il medico diagnostic&ograve; una malattia da decompressione (MDD) di tipo 2 con interessamento del midollo spinale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne avviato un US Navy Treatment Table 6 (TT6). A circa met&agrave; del trattamento la paziente segnal&ograve; un miglioramento. Dopo il trattamento, una nuova valutazione neurologica rivel&ograve; un leggero miglioramento della forza nella gamba destra. La subacquea rifer&igrave; anche di un miglioramento nella sensibilit&agrave; dei piedi. Venne ricondotta al resort, dove dorm&igrave; per qualche ora prima di tornare per continuare il trattamento. Durante una doccia not&ograve; un miglioramento nella capacit&agrave; di distinguere caldo e freddo. Era anche migliorata la sua capacit&agrave; di camminare a tandem e aveva meno problemi a stare su una gamba sola. Il medico decise di procedere con un secondo TT6, dopo il quale non vennero rilevati ulteriori miglioramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno successivo la donna venne visitata di nuovo e trattata con un US Navy TT5 (un trattamento iperbarico pi&ugrave; breve), ancora con un miglioramento incrementale. Vennero effettuati altri tre brevi trattamenti US Navy TT9. La subacquea aveva raggiunto un plateau, senza ulteriori miglioramenti dopo il secondo e il terzo TT9, cos&igrave; i trattamenti vennero sospesi. Alcune lievi riduzioni della sensibilit&agrave; erano ancora presenti, ma il medico era del parere che la donna avrebbe continuato a migliorare. Passate le 72 ore consigliate, la subacquea torn&ograve; a casa in aereo e non ebbe peggioramenti dei sintomi. Dopo un paio di settimane rifer&igrave; di miglioramenti quotidiani costanti, con solo un residuo di alterazione della sensibilit&agrave; ai piedi.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Commento<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">&Egrave; facile criticare l&rsquo;equipaggio della barca per non aver agito; probabilmente avevano visto fare centinaia di immersioni con quegli stessi profili senza nessun problema, ed erano perci&ograve; portati a sottovalutare i rischi. In questo caso, a confondere ulteriormente le idee c&rsquo;era stata la risoluzione spontanea di molti dei sintomi. Tale risoluzione di solito segue la respirazione di ossigeno, ma in qualche raro caso pu&ograve; anche succedere indipendentemente dal primo soccorso con ossigeno. Sebbene i sintomi non si fossero tutti risolti, il miglioramento quasi totale aveva fatto sembrare la situazione molto meno grave di quanto non fosse in realt&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&Egrave; importante notare che i segni e i sintomi mostrati da questa subacquea possono essere considerati evidenti, ma anche segni e sintomi pi&ugrave; ambigui richiedono che se ne parli per stabilire la portata del problema. Qualsiasi perdita di forza muscolare richiede una valutazione e un intervento immediati. Il corso <a href=\"https:\/\/www.daneurope.org\/web\/guest\/neuro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: rgb(51, 102, 255);\">On-Site Neurological Assessment for Divers&nbsp;<\/span><\/a>fornisce le competenze per riconoscere e valutare i subacquei potenzialmente infortunati; non importa quale livello di addestramento si abbia per consigliare subito a un subacqueo di rivolgersi all&rsquo;assistenza medica per una valutazione. Sia che i sintomi che si presentano dopo un&rsquo;immersione siano subdoli o evidenti, sia che si risolvano con&ndash; o anche senza &ndash; il primo soccorso con ossigeno, non bisogna sottovalutare la possibilit&agrave; che ricompaiano<\/p>\n<h4 style=\"\"><span style=\"color: rgb(128, 128, 128);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"><strong><span style=\"color: rgb(128, 128, 128);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"><strong>On-Site Neurological Assessment for Divers<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/h4>\n<p style=\"\"><span style=\"color: rgb(128, 128, 128);\"><span style=\"color: rgb(0, 0, 0);\">Questo corso &egrave; un programma avanzato per fornire un addestramento ulteriore a coloro che hanno completato con successo il corso DAN Oxygen First Aid for Scuba Diving Injuries negli ultimi due anni.<\/span><\/span><\/p>\n<h4 style=\"\"><strong>Obiettivo del Corso<\/strong><\/h4>\n<p style=\"\">Il programma DAN On-Site Neurological Assessment for Divers Provider (&ldquo;DAN On-Site Neuro Provider&rdquo;) &egrave; stato ideato per:<\/p>\n<ul>\n<li>Rinfrescare la conoscenza dei segni indicatori di un&rsquo;emergenza subacquea<\/li>\n<li>Capire quando &egrave; appropriato condurre on-site neurological assessment<\/li>\n<li>Condurre on-site neurological assessment<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il subacqueo Il subacqueo era una donna di 48 anni, con un&apos;esperienza di pi&ugrave; di 300 immersioni. 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