{"id":11430529,"date":"2026-06-16T14:48:58","date_gmt":"2026-06-16T12:48:58","guid":{"rendered":"https:\/\/alertdiver.eu\/?p=11430529"},"modified":"2026-06-16T16:42:35","modified_gmt":"2026-06-16T14:42:35","slug":"cosa-racconta-il-database-dan-sulla-malattia-da-decompressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alertdiver.eu\/it_IT\/articoli\/cosa-racconta-il-database-dan-sulla-malattia-da-decompressione\/","title":{"rendered":"Cosa racconta il database DAN sulla Malattia da Decompressione"},"content":{"rendered":"<p data-renderer-start-pos=\"9975\" data-local-id=\"6f1777f55e1f\">Se sei un lettore abituale di questa rivista, sai bene che la decompressione personalizzata rappresenta uno dei principali obiettivi di ricerca a lungo termine del team scientifico DAN. Si tratta di un progetto di ampio respiro, guidato dal Prof. Alessandro Marroni.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"10243\" data-local-id=\"b6364c99974a\">Non si tratta di una missione semplice. Gli studi di medicina iperbarica si basano spesso su campioni numericamente ridotti, rendendo estremamente difficile isolare i singoli fattori di rischio con una significativit\u00e0 statistica adeguata.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"10483\" data-local-id=\"49502123ae8c\">Da questo punto di vista, DAN dispone di una risorsa unica: un database di 127.957 immersioni reali, di cui 628 con Malattia da Decompressione (MDD), corredate dai dati provenienti da computer subacquei e raccolte nell&#8217;arco di 15 anni. Accumulare una tale quantit\u00e0 di informazioni e armonizzare dati provenienti da dispositivi di marche diverse per renderli confrontabili ha richiesto un notevole sforzo da parte dei ricercatori.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"624\" data-local-id=\"c413fdbe62a7\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11430459\" src=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/dive-profiles_1500.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/dive-profiles_1500.jpg 1500w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/dive-profiles_1500-300x200.jpg 300w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/dive-profiles_1500-768x512.jpg 768w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/dive-profiles_1500-700x467.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"10914\" data-local-id=\"af8680dd5f90\">I dati provengono da 5.907 subacquei, circa l&#8217;80% uomini e il 20% donne. Ogni partecipante ha contribuito con un numero di profili compreso tra 1 e 1.432 immersioni (in media 3).<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"11094\" data-local-id=\"35028efdc0f4\">Ogni immersione \u00e8 accompagnata da un questionario compilato dal subacqueo, con informazioni personali di base come et\u00e0, sesso, altezza e peso, oltre a dati sullo stato fisico percepito e sull&#8217;esperienza vissuta durante l&#8217;immersione.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"11328\" data-local-id=\"b12f199b0dda\">In uno <a href=\"https:\/\/journals.viamedica.pl\/international_maritime_health\/article\/view\/108038\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio pubblicato di recente<\/a>, i ricercatori hanno sottoposto l&#8217;intero database a una complessa analisi statistica per individuare i parametri in grado di influenzare la probabilit\u00e0 di sviluppare una MDD. Le immersioni sono state suddivise in due gruppi principali: quelle concluse con una MDD e quelle senza incidenti. I ricercatori hanno quindi confrontato i due gruppi rispetto a una serie di variabili potenzialmente rilevanti.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"11767\" data-local-id=\"66839bb00ca6\">Vediamo cosa \u00e8 emerso.<\/p>\n<h2 id=\"Il-profilo-d'immersione\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"0133738c2a9f\" data-renderer-start-pos=\"11791\">Il profilo d&#8217;immersione<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"11816\" data-local-id=\"0e9576a111c3\">I profili sono stati analizzati per identificare il compartimento guida, ovvero quale dei 16 compartimenti teorici del modello B\u00fchlmann ZHL-16C presentasse la maggiore sovra-saturazione, e il relativo Gradient Factor (GF) al momento dell&#8217;emersione, cio\u00e8 la tensione dei gas rispetto al valore massimo teorico tollerabile (M-value), espressa in percentuale.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"12174\" data-local-id=\"d76a9fe618f0\">Poich\u00e9 non tutti i computer subacquei usano l&#8217;algoritmo B\u00fchlmann n\u00e9 registrano il GF all&#8217;emersione, i ricercatori hanno dovuto ricostruire retroattivamente questi valori a partire dai profili registrati. La nuova metrica, denominata <strong data-renderer-mark=\"true\">DAN Surface Supersaturation Gradient (DSSG)<\/strong>, \u00e8 stata usata come parametro di confronto.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"12496\" data-local-id=\"fdbd0f09036e\">Le immersioni associate a MDD presentavano un DSSG significativamente pi\u00f9 elevato rispetto a quelle concluse senza problemi (86,6% contro 74,3%). Inoltre, il rischio risultava maggiore quando il compartimento guida era caratterizzato da una costante temporale pi\u00f9 breve, il cosiddetto <em data-renderer-mark=\"true\">tessuto veloce<\/em>. Entrambi questi fattori di rischio possono essere influenzati dal sub, prolungando le soste in acque poco profonde prima della risalita ed emersione.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"12948\" data-local-id=\"cdd2f27398b7\">Nel complesso, il profilo d&#8217;immersione \u00e8 risultato il fattore pi\u00f9 importante nel determinare il rischio di MDD.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" data-renderer-start-pos=\"3086\" data-local-id=\"ac4195587f54\"><em data-renderer-mark=\"true\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11430530\" src=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Figure-4-8.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Figure-4-8.jpg 1500w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Figure-4-8-300x200.jpg 300w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Figure-4-8-768x512.jpg 768w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Figure-4-8-700x467.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" data-renderer-start-pos=\"3086\" data-local-id=\"ac4195587f54\"><em data-renderer-mark=\"true\"><strong>Figura 4.<\/strong> DSSG nelle immersioni con MDD (a destra) e senza MDD (a sinistra). Il riquadro scuro rappresenta i due quartili centrali (50% dei profili); le barre indicano gli estremi della distribuzione.<\/em><\/p>\n<h2 id=\"ll-fattore-donna\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"431c71282e95\" data-renderer-start-pos=\"13266\">ll fattore donna<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"13284\" data-local-id=\"dce0db0a6471\">In media, le subacquee sembrano presentare un rischio maggiore di sviluppare una MDD, circa quattro volte superiore rispetto agli uomini.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"13423\" data-local-id=\"458e00d7a7df\">Le cause di questa differenza non sono ancora del tutto chiare. Alcune ipotesi sono: differenze a livello di funzione endoteliale, coagulazione del sangue e risposta infiammatoria allo stress decompressivo. Studi di laboratorio hanno dimostrato che, nei ratti, i meccanismi che determinano la resistenza alla MDD differiscono tra maschi e femmine. \u00c8 possibile che lo stesso valga anche per gli esseri umani.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"13832\" data-local-id=\"fc18e880c84b\">In uno scambio email con Alert Diver, i ricercatori hanno precisato che lo studio non distingue tra donne in et\u00e0 prepuberale, fertile o post-menopausale. Questa distinzione potrebbe fornire ulteriori indicazioni sui meccanismi coinvolti.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"14071\" data-local-id=\"1cd975c552e1\">\u00c8 importante tuttavia contestualizzare questi risultati: la MDD grave rimane un evento estremamente raro per entrambi i sessi. Moltiplicare un numero molto piccolo per quattro produce comunque un numero molto piccolo. Quindi continuate a immergervi e non appendete le pinne al chiodo!<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"4194\" data-local-id=\"9eea73e526b4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11430463\" src=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/women_1500.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/women_1500.jpg 1500w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/women_1500-300x200.jpg 300w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/women_1500-768x512.jpg 768w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/women_1500-700x467.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"Immersioni-tecniche\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"c07d8b9e6ad1\" data-renderer-start-pos=\"14357\">Immersioni tecniche<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"14378\" data-local-id=\"72af92b09420\">Le immersioni tecniche risultano pi\u00f9 rischiose di quelle ricreative. A parit\u00e0 di altre condizioni, un&#8217;immersione classificata come tech comporta un rischio di MDD superiore del 36%.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"14561\" data-local-id=\"2157e7c1eed1\">Nello studio, il numero di gas \u00e8 stato usato come indicatore della complessit\u00e0 dell&#8217;immersione tecnica e il rischio di MDD \u00e8 risultato correlato a questo parametro. Gli autori riconoscono per\u00f2 che, con la crescente diffusione dei rebreather a circuito chiuso (CCR), il numero di miscele perde parte della sua efficacia come indicatore.<\/p>\n<h2 id=\"Indice-di-massa-corporea-(BMI)\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"f689a4593e74\" data-renderer-start-pos=\"14898\">Indice di massa corporea (BMI)<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"14930\" data-local-id=\"48cd5b8cd99e\">I ricercatori DAN hanno suddiviso i partecipanti in otto categorie di BMI, dal sottopeso patologico all&#8217;obesit\u00e0 grave. \u00c8 emerso che la categoria di BMI (non il valore numerico in s\u00e9) \u00e8 correlata al rischio di MDD. Uno dei risultati pi\u00f9 sorprendenti \u00e8 che il rischio aumenta non solo nei soggetti sovrappeso o obesi.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"15247\" data-local-id=\"5b6b5b145306\">La relazione ha infatti una forma a &#8220;U&#8221;: il rischio cresce sia agli estremi inferiori che a quelli superiori della distribuzione. In altre parole, anche una marcata sottoponderalit\u00e0 (essere fortemente sottopeso) sembra aumentare il rischio di MDD (+15%). La rilevanza statistica \u00e8 stata dimostrata solo per i casi estremi, cio\u00e8 per soggetti patologicamente magri o patologicamente obesi.<\/p>\n<h2 id=\"Immersioni-ripetitive-e-intervalli-di-superficie\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"0e681128e371\" data-renderer-start-pos=\"15636\">Immersioni ripetitive e intervalli di superficie<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"15686\" data-local-id=\"710050ffdb33\">Un risultato particolarmente interessante riguarda le immersioni ripetitive, associate a un rischio inferiore rispetto alle immersioni precedenti. Questo dato supporta ulteriormente l&#8217;ipotesi che l&#8217;organismo umano sia in grado di adattarsi allo stress decompressivo. Nello studio sono state considerate ripetitive tutte le immersioni effettuate entro 48 ore dalla precedente.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"16063\" data-local-id=\"f0de1e2ba4c8\">Inoltre, ogni ora aggiuntiva di intervallo di superficie \u00e8 risultata associata a una riduzione del rischio di MDD pari al 6%. Questi dati suggeriscono che effettuare un numero limitato di immersioni al giorno, con lunghi intervalli di superficie e distribuite su pi\u00f9 giorni consecutivi, potrebbe rappresentare l&#8217;approccio pi\u00f9 prudente per la gestione del rischio decompressivo.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"5851\" data-local-id=\"23ebaf12a353\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11430462\" src=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/surface-intervals_1500.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/surface-intervals_1500.jpg 1500w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/surface-intervals_1500-300x200.jpg 300w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/surface-intervals_1500-768x512.jpg 768w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/surface-intervals_1500-700x467.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"Fatica,-esercizio-fisico,-carico-di-lavoro-e-comfort-termico\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"5d0265139555\" data-renderer-start-pos=\"16442\">Fatica, esercizio fisico, carico di lavoro e comfort termico<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"16504\" data-local-id=\"68c1c70d2aa3\">Nel questionario ai subacquei \u00e8 stato chiesto se avessero svolto attivit\u00e0 fisica prima dell&#8217;immersione, se si sentissero affaticati o infreddoliti e come valutassero il carico di lavoro durante l&#8217;immersione. L&#8217;esercizio fisico pre-immersione \u00e8 risultato correlato al rischio di MDD. Gli autori invitano per\u00f2 a interpretare questo dato con grande cautela, poich\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 fisica \u00e8 un fenomeno complesso e difficilmente descrivibile con un unico parametro. Inoltre, studi specifici hanno mostrato che un leggero esercizio di precondizionamento prima dell&#8217;immersione pu\u00f2 contribuire a ridurre il rischio decompressivo.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"17123\" data-local-id=\"c8b33eebe358\">Sorprendentemente, sia la sensazione di affaticamento sia quella di freddo sono risultate associate a una riduzione del rischio. Questo risultato pu\u00f2 apparire contro-intuitivo. In particolare, un noto studio del 2007 della US Navy Experimental Diving Unit (NEDU) ha dimostrato che avvertire freddo durante la fase di fondo e percepire caldo durante la risalita riduce il rischio di MDD. Una possibile spiegazione \u00e8 che un disagio percepibile e dichiarato dal subacqueo induca comportamenti pi\u00f9 prudenti.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"17628\" data-local-id=\"2022cea18600\">Al contrario, un elevato carico di lavoro durante l&#8217;immersione, anche questo auto-valutato, \u00e8 risultato associato a un aumento del rischio, in linea con quanto gi\u00e0 noto in letteratura.<\/p>\n<h2 id=\"Prossime-ricerche\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"72af99f7b831\" data-renderer-start-pos=\"17814\">Prossime ricerche<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"17833\" data-local-id=\"f0199fb43ba6\">Per loro natura, parametri come affaticamento, esercizio fisico, carico di lavoro e stato termico non possono essere misurati oggettivamente in questo tipo di studio, rendendo le conclusioni meno solide rispetto a quelle ottenute per il profilo d&#8217;immersione o le differenze tra i sessi.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"18121\" data-local-id=\"947b1ed5444f\">Per comprendere meglio queste interazioni sar\u00e0 necessario usare sistemi di bio-monitoraggio in grado di registrare frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, saturazione dell&#8217;ossigeno, temperatura cutanea e temperatura corporea. DAN lavora da anni in questo ambito attraverso il sistema DANA Health e prevede di ampliare ulteriormente le attivit\u00e0 di ricerca mediante un nuovo dispositivo <em data-renderer-mark=\"true\">indossabile<\/em> di monitoraggio del sub, capace di acquisire un elettrocardiogramma completo anche sott&#8217;acqua.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"7636\" data-local-id=\"61f65fce4677\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11430461\" src=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/flag_1500.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/flag_1500.jpg 1500w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/flag_1500-300x200.jpg 300w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/flag_1500-768x512.jpg 768w, https:\/\/alertdiver.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/flag_1500-700x467.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"Cosa-dicono-i-ricercatori:-uno-sguardo-al-futuro\" tabindex=\"-1\" data-local-id=\"eea2c27e2178\" data-renderer-start-pos=\"18618\">Cosa dicono i ricercatori: uno sguardo al futuro<\/h2>\n<p data-renderer-start-pos=\"18668\" data-local-id=\"a01ca219bee0\">Invitato a sintetizzare i risultati dello studio, il Prof. Costantino Balestra sottolinea come molti risultati siano indicativi, piuttosto che definitivi:<\/p>\n<blockquote data-local-id=\"b535d908-f853-4f9e-83bd-b3808f6f7b58\">\n<p data-renderer-start-pos=\"18825\" data-local-id=\"c3b2b6e121bf\">&#8220;Lo studio fornisce numerosi indizi su due categorie di parametri, alcuni dipendenti e altri indipendenti dal rischio di MDD, che non sempre coincidono con le convinzioni tradizionali. Ad esempio, il BMI \u00e8 risultato associato a un aumento del rischio solo agli estremi della distribuzione, cio\u00e8 nei soggetti molto magri o molto grassi. Il parametro con il maggiore potere predittivo identificato nello studio \u00e8 stato il DSSG.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-renderer-start-pos=\"19254\" data-local-id=\"75dadde8eb39\">Il fondatore e Presidente di DAN Europe, Prof. Alessandro Marroni, guarda invece alle prospettive future:<\/p>\n<blockquote data-local-id=\"84c85385-ddda-4606-984e-a006dbcd8584\">\n<p data-renderer-start-pos=\"19362\" data-local-id=\"9fdff799c100\">&#8220;Questo studio rappresenta un primo e importante passo verso la personalizzazione del rischio subacqueo in funzione delle caratteristiche individuali, della propensione al rischio (alta, media o bassa), delle modalit\u00e0 di immersione, del tipo di attrezzatura utilizzata e del numero di gas impiegati. Combinare questi risultati con il crescente volume di dati sulle risposte fisiologiche all&#8217;immersione consentir\u00e0 di compiere il secondo passo verso una reale personalizzazione delle pratiche sub: lo sviluppo di un modello fisiologico probabilistico in grado di mitigare e controllare il rischio individuale.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p data-renderer-start-pos=\"19973\" data-local-id=\"71ca430bffe7\">Per noi subacquei, lo studio non fornisce ancora indicazioni definitive su come pianificare la decompressione o impostare il computer, se non l&#8217;opportunit\u00e0 di adottare Gradient Factor pi\u00f9 conservativi e di effettuare una risalita lenta dopo l&#8217;ultima tappa decompressiva o di sicurezza.<\/p>\n<p data-renderer-start-pos=\"20260\" data-local-id=\"a9a744e6e952\">Tuttavia, \u00e8 probabile che i computer sub del futuro integrino un numero sempre maggiore di funzioni biometriche. Ricerche come quella presentata in questo articolo saranno fondamentali per interpretare tali dati e trasformarli in indicazioni utili per migliorare la sicurezza individuale in immersione.<\/p>\n<hr \/>\n<p data-renderer-start-pos=\"20260\" data-local-id=\"a9a744e6e952\"><strong data-renderer-mark=\"true\">Traduttore: <\/strong>Cristian Pellegrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ricercatori DAN hanno analizzato 127.957 immersioni per capire i fattori di rischio associati alla MDD. Alcuni dei risultati potrebbero sorprenderti.<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":11430528,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[382],"tags":[1808],"authors":[1770],"class_list":["post-11430529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","tag-dan-research-it_it","authors-tim-blomeke"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Fattori di rischio della Malattia da Decompressione: analisi del database DAN<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;analisi di oltre 127.000 immersioni del database DAN rivela i principali fattori di rischio della malattia da decompressione e cosa possono fare i subacquei per ridurli.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, 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