27 Nov 2015 | Caren Liebscher

È meglio pianificare – Il Piano di emergenza o Piano di contingenza

Un Piano di emergenza o Piano di contingenza è un presupposto per la buona riuscita di un'operazione di soccorso di un subacqueo infortunato. Ne fanno parte il primo soccorso e il trattamento di emergenza da fornire immediatamente sul posto, come anche il modo più veloce per raggiungere la struttura medica più vicina e più adeguata. La redazione del Piano di emergenza è sotto la responsabilità di chi gestisce l’attività subacquea.

Come subacqueo puoi fare molto per la tua sicurezza, ma ci sono cose che non dipendono da te e ti devi affidare a chi gestisce il servizio. È perciò importante far caso a quanta importanza viene data alla sicurezza in una barca da crociera, un diving, un’imbarcazione per le immersioni, a quanta consapevolezza mostrano istruttori, guide e altri componenti lo staff. Anche la scelta della località può essere decisiva: in paesi dove gli standard di sicurezza sono bassi, anche i centri subacquei possono essere carenti in quanto a qualità e regole per la sicurezza.

Le falle nella sicurezza si nascondono ovunque e nella subacquea le loro conseguenze sono più gravi che sulla terraferma. Una guida che porta un gruppo di neofiti senza computer fino al limite; una barca senza dispositivi di emergenza come una bombola di ossigeno in grado di erogare ossigeno al 100% ad almeno due subacquei per un tempo sufficiente; l’equipaggio di una barca da crociera non addestrato in primo soccorso e trattamenti di emergenza; negozi che danno in affitto attrezzature non efficienti, con valvole difettose o senza o-ring, o che “dimenticano” di cambiare i filtri dei compressori, sono tutte forme di negligenza grave.

Una crociera lontano dalla civiltà, in mezzo all’oceano, è meravigliosa. Ma quanto può diventare orribile se non c’è un collegamento radio, i cellulari non funzionano e l’equipaggio non dispone di satellitari o addirittura di una cassetta di primo soccorso. Non ci sarebbe modo di avere soccorsi tempestivi in caso di una sfortunata emergenza.

Che si tratti di un centro immersioni sulla terraferma o di una barca da crociera, tutti - compresi i subacquei ospitati - devono sapere dove trovare i numeri di telefono della struttura iperbarica più vicina, ossia i numeri degli specialisti di medicina subacquea, dei medici e dei servizi di emergenza. Tenere aggiornate queste informazioni è vitale perché capita spesso che cambino indirizzi, numeri di telefono, vie di accesso. Se un anello manca la catena si interrompe.

L’equipaggio deve sapere cosa fare in un’emergenza. Deve essere chiaro qual è il mezzo di trasporto più veloce e come gestire le operazioni. Se un operatore ha diverse barche, deve avere un Piano di emergenza specifico per ciascuna barca, più uno per la base a terra.

Per sensibilizzare sul tema della sicurezza e fare immersioni ancora più sicure, DAN ha elaborato il programma DSP (Diving Safety Partner)Il DSP ha 3 livelli e una componente relativa all’individuazione del pericolo e valutazione dei rischi (HIRA - Hazard Identification and Risk Assessment). L’iniziativa è rivolta specificamente alle organizzazioni del settore, per aiutare gli operatori a individuare le aree carenti in sicurezza e migliorarle. Le organizzazioni che soddisfano tutti i requisiti guadagnano visibilità e apprezzamento nella comunità subacquea e, alla fine, più clienti. Per avere una valutazione professionale da parte di uno dei nostri esperti, le richieste vanno indirizzate a dsp@daneurope.org

Istruzioni e cautele per le immersioni

Briefing e debriefing, informazioni su come entrare e uscire dall’acqua, soste di sicurezza, punti di incontro e procedure in caso di perdita del gruppo o del compagno, istruzioni e accortezze per le attività post-immersione: sono tutti elementi importanti.

Il briefing è estremamente importante perché dà modo ai subacquei di sapere cosa aspettarsi in acqua e capire se le proprie capacità sono adeguate per quella immersione. Un buon briefing comprende dati per l’orientamento, le correnti, profondità e durata dell’immersione - certamente non solo gli organismi marini che si potranno incontrare.

Lo staff dovrebbe ricordare ai subacquei, soprattutto a chi non ha esperienza, di non fare apnea dopo un’immersione con autorespiratore. Sono sconsigliate anche immersioni ripetitive più profonde per via delle bolle di azoto in circolazione e il conseguente aumento del rischio di MDD. Il consiglio è di far passare almeno 24 ore prima di fare apnea o un’immersione con autorespiratore più impegnativa.

I professionisti del settore e i subacquei ricreativi che prima di immergersi si preoccupano della sicurezza potrebbero trarre qualche beneficio dalla loro lungimiranza, perché sapranno cosa fare in caso di emergenza o meglio ancora prevenirla. 

La subacquea è un’avventura meravigliosa, facciamo che rimanga sempre così!




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