Fatti e curiosità sul Giappone

Il meeting annuale dell’International DAN (DAN America, DAN Europe, DAN Japan, DAN Southern Africa, DAN S. E. Asia Pacific), nel 2012 si è svolto a Tokio presso la Facoltà di Medicina ed Odontoiatria della locale Università, sede del DAN Japan. 

La missione che il DAN porta avanti a livello internazionale ha suscitato grande interesse da parte dei media giapponesi. In questa foto l’intervista rilasciata ad un’emittente televisiva dal prof. Alessandro Marroni presidente dell’International DAN.

Tra gli ospiti del DAN Japan il prof. Ronald Nishi, famoso per aver elaborato le tabelle DCIEM. 

Curiosità nipponiche

Il cibo


Per i giapponesi la vista è il primo senso che entra in gioco a tavola. Ogni piatto deve soddisfare regole precise di armonia e grazia, accostamenti di colori e forme che siano complementari ed equilibrate. Anche il takeaway è una vera e propria opera d’arte.  Per i commensali non abituati ad usare le bacchette (hasci), mangiare le ali di pollo può diventare un’impresa ardua.  Attenzione ad usare le bacchette nel modo più appropriato! Non servono per tagliare, né tantomeno per "infilzare" pezzi di cibo: conficcare hashi nelle pietanze è uno degli atti che i giapponesi ritengono più sgradevoli a tavola. Nei ristoranti tradizionali delle zone interne, si trovano suggestivi bracieri in cui ciascun commensale cuoce direttamente, standosene in ginocchio e munito di guanti anticalore, carne, pesce, tofu, mais e verdure.

I tatami 

I turisti occidentali potrebbero essere sorpresi entrando nella camera prenotata in un albergo tradizionale: niente letti, ma solo un tavolino basso con sedie prive di gambe. Infatti i tatami, delle specie di stuoie custodite negli armadi, vengono srotolate per terra solo al momento di andare a dormire. Un’esperienza piuttosto “dura”…ma da provare. 

Le scarpe vanno tolte appena varcata la porta della camera…sui tappeti si cammina con le pantofole o con le tipiche calze. 

I bagni

Fantastici i bagni giapponesi supertecnologici. Il cerchione del water è sempre piacevolmente caldo. Le tastiere collocate a latere offrono all’utilizzatore varie possibilità come attivare della musica rilassante, oppure dei suoni o rumori naturali, tipo cinguettii o acqua scrosciante, che hanno la finalità di coprire altri “rumori”. E’ possibile anche proiettare delle immagini piacevoli. Per finire, l’igiene: si spinge un tasto ed uno schizzo di acqua tiepida, lava le parti intime.

Il Fuji – San

Considerato il vulcano più bello del mondo, la sua immagine è ovunque in Giappone. L’ultima spettacolare eruzione risale al 1707. Riverito come sacro già dalla preistoria e vietato alle donne fino al 1868. Tutti gli anni a luglio ed agosto, stagione delle ascensioni, oltre 250.000 pellegrini di ogni età raggiungono la vetta. La salita richiede da cinque a sette ore. Per milioni di persone l’ascesa al monte Fuji è una cosa da fare almeno una volta nella vita, anche se un antico adagio giapponese recita: “tutti salgono il Fuji almeno una volta, ma solo un pazzo ci tornerebbe”.

Le “mascherine”

Una delle cose che più colpisce i turisti occidentali è la moltitudine di giapponesi con il volto coperto da mascherine che hanno la funzione di evitare la diffusione di malattie virali, come il raffreddore. Inoltre, dal momento che i giapponesi non si soffiano il naso in pubblico perché la pratica è considerata molto sconveniente, la mascherina offre la possibilità di nascondere i fastidiosi gocciolamenti.

Natale


Anche se il cristianesimo è la religione meno diffusa, il Natale piace molto ai giapponesi soprattutto per i suoi aspetti decorativi e consumistici. Gli alberi di natale vengono allestiti già dai primi giorni di novembre e fanno mostra di se negli alberghi e nei centri commerciali.

Le immersioni

 

I Diving Center nipponici sono molto ben organizzati. I più vicini a Tokio (circa 100 km.) si trovano nella penisola di Izu, facilmente raggiungibile dalla capitale con la rete ferroviaria di treni ad alta velocità (Shinkansen) sulla quale viaggiano i cosiddetti “Treni proiettile”. Qui le condizioni per immergersi sono eccellenti in qualunque periodo dell’anno.

Il prezzo di due immersioni si aggira intorno ai 19.000 ¥ (circa 160 €). Sono compresi il passaggio in barca, bombola e piombi, il pasto, la guida sub, il pick up dalla stazione.

L’unico problema può essere quello linguistico perché la maggior parte dei giapponesi parla solo la propria lingua. I debriefing pre immersione possono richiedere la necessità di un interprete. Molte le donne che lavorano nei diving centers (secondo alcune fonti, il 90% dei subacquei giapponesi è di sesso femminile).

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