27 Dec 2016 | Claudio Di Manao

Immersioni da sogno: il Cenote Dos Ojos

Tipo d’immersione: caverna/speleo-sub (cavern/cave-dive)

Livello d’esperienza: specialità caverna/speleo (cavern/cave-diver)

GPS: 20°19'28.88" N - 87°23'31.16" W

Percorsi cavern (rec.)

Barbie line: 515 metri

Bat Cave line: 312 metri

Profondità massima: 9.1 metri

Dimensioni sistema: 82 km

Profondità massima sistema: 119,2 metri

Inizio esplorazione: 1987 


Il cenote

La storia dei cenote della Riviera Mayae quindi anche quella di Dos Ojos, inizia circa 145 milioni di anni fa, con la formazione di quella vastissima piattaforma calcarea che è la penisola dello Yucatan, nel sud del Messico. Un lavoro portato avanti dall’alternarsi dei periodi glaciali e interglaciali. Quando l’acqua sul pianeta si concentrava ai poli formando vasti ghiacciai, il livello del mare, e quindi il livello freatico, scendevano e i canali carsici sotterranei si trasformavano in caverne vuote. In quelle ere l’acqua meteorica, mescolandosi alla CO2, cesellava per stillicidio immense cattedrali sotterranee di carbonato di calcio, che poi si allagarono di nuovo con il risalire del livello freatico. In alcuni punti le volte delle grotte collassarono, scoprendo la falda d’acqua sottostante. Nascevano così i cenote, luoghi sacri ai Maya. Dos Ojos (due occhi in Spagnolo) è chiamato così perché le due aperture nella roccia sulle polle d’acqua sembrano appunto due occhi.


Il sistema

Dos Ojos è un sistema, cioè una rete di grotte e cunicoli sotterranei allagati e cenote, collegati tra loro con innumerevoli possibilità d’immersione.


BRIEFING

Il sito è immerso nella boscaglia. Una volta ci si arrivava con le bombole in spalla scarpinando per un bel po’ coi calzari sulle rocce taglienti. Oggi c’è un ampio parcheggio e la piattaforma per entrare e uscire dall’acqua è stata ingrandita e resa più agevole. Le possibilità di immersioni a Dos Ojos sono molteplici. Per il percorso cavern, quello che non richiede una certificazione subacquea tecnica vera e propria, ci sono due sagole (o fili d’Arianna) da seguire: la ‘Barbie line’, e la ‘Bat Cave line’, che portano rispettivamente verso Barbie e verso la Grotta dei Pipistrelli. Uno speleo-sub preparato e ben attrezzato può invece sbizzarrirsi tra ben 82 chilometri di cunicoli, sifoni e altri cenote.


Cosa rende questa immersione unica

Dos Ojos è indubbiamente il cenote più famoso del mondo. Scenografia mozzafiato, facilità d’accesso e versatilità hanno sicuramente contribuito a farne un cult, ma l’Oscar più meritato (ne meriterebbe una manciata) va al direttore della fotografia. Nell’acqua adamantina, spesso così limpida che puoi credere di volare tra colonne e stalagmiti, la luce gioca a rimpiattino tra cunicoli e formazioni calcaree d’un candore glaciale, piove a raggi spessi giù dalle aperture nelle volte per affondare nell’elemento vitreo, in uno scenario da illustrazione fantasy. Procedendo con le torce nel buio, gigantesche colonne sembrano apparire dallo spazio profondo. L’ effetto è psichedelico, da finestra su un altro mondo. Un ‘altro mondo fisico’, e perciò facilmente documentabile con una sterminata produzione di immagini strabilianti, ma anche un ‘altro mondo psichico’, dove metafore e suggestioni nuotano a loro agio tra riferimenti culturali e simbolici dal mito del Minotauro ai Doors.

L’ambiente circostante è estremamente delicato. Un cenote è una specie di museo dove l’artista ha impiegato milioni di anni a costruire le sue opere, un motivo in più per tenere assetto e attrezzatura costantemente sotto controllo. Il rischio di urtare con la bombola qualche preziosa formazione calcarea sulla volta è alto. Per questo motivo molti esperti suggeriscono la configurazione side-mount anche per le immersioni cavern, cioè ricreative.

Un assetto perfetto, a prescindere dalle configurazioni, è una condizione non negoziabile per questa immersione. Si rischia costantemente di danneggiare antichissime concrezioni quanto di sollevare sedimenti riducendo la visibilità a zero. Il trim va aggiustato in modo da tenere le pinne sollevate rispetto alla testa. La pinneggiata da adottare è quella a rana. La sagola, o filo d’Arianna, è l’unica salvezza verso l’uscita. Mai perderla d’occhio, mai perdere il contatto. Perdersi in un ambiente chiuso è tristemente più facile di quanto sembri.

Sulla riserva d’aria attenersi alla Regola dei terzi, che può essere riassunta in questo modo: minimo 140 bar al momento di entrare in zona speleo, minimo 80 bar quando si torna in zona cavern.


 ATTENZIONE

  • L’intrappolamento è la seconda causa di incidenti mortali. La causa principale di morte nelle immersioni speleo è la perdita di contatto con la sagola. Mai perdere di vista la sagola, mai perdere il contatto fisico con la sagola dove è richiesto.
  • Impigliamenti. Attenzione alla foggia delle pinne e alle attrezzature, gli impigliamenti con la sagola sono comuni.
  • Claustrofobia. Anche affrontando passaggi ampi, chi ne soffre pur minimamente farebbe meglio a non avventurarsi in un tour che può durare 30-40 minuti con nient’altro che roccia sopra la testa. Meglio prendere in considerazione altrettanto magnifiche immersioni in mare, tra Playa del Carmen e Cozumel.
  • Rifiutate l’immersione se venite spinti oltre le vostre qualifiche subacquee, il vostro grado di comfort psico-fisico e/o il vostro livello d’esperienza.
  • Non vi avventurate oltre i percorsi ‘cavern’ (ricreativi) se non siete certificati speleo-sub/cave-diver neanche se spinti dalla guida.
  • La vostra guida deve essere certificata almeno divemaster e almeno cave-diver (speleo-sub), con attrezzatura configurata cave/speleo.
  • 4:1. Il numero massimo di subacquei per guida è 4.


Cave o cavern? 

L’immersione Cavern è una immersione considerata ricreativa condotta con luce naturale, non devono esserci ostacoli o ostruzioni verso la superficie. La massima distanza lineare verso la superficie non deve superare i 60 metri (40 secondo didattiche). La massima profondità non deve superare i 20 metri (30 secondo alcune didattiche). Normalmente l’attrezzatura resta la stessa delle immersioni ricreative.

L’immersone Cave. Per spingersi oltre i limiti del Cavern è necessaria una certificazione cave, o speleo, certificazione considerata ‘tecnica’. Le attrezzature cambiano drasticamente, a cominciare dalla lunghezza delle fruste e dalle configurazioni. Per alcune immersioni può essere richiesto un addestramento al trimix e alle procedure di decompressione. 




Bibliografia e link

Alert Diver

Steve Penn Gerrard

Altri siti utili:




Crediti fotografici: Liquid Jungle Media

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