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Narcosi d’azoto: il Test

Foto: Marcello Di Francesco

Capisci che subacqueo sei da questo breve test.

Rispondi onestamente ad ogni domanda con un o con un No.

  1. Sostenere che l’aria è una miscela obsoleta è pura eresia?
  2. Ti è mai capitato di leggere due volte il manometro prima di capire quanta aria ti restava?
  3. Tre volte?
  4. Quattro volte?
  5. È vero che bere tanta birra la sera aiuta a tollerare la narcosi d’azoto?
  6. Il limite di quaranta metri è stato messo lì per gli astemi?
  7. Ti è mai successo che qualcuno ti abbia afferrato per la bombola e costretto a risalire un po’?
  8. Ti capita di non ricordare perché ti hanno imposto di risalire?
  9. Ti è mai capitato di vedere tutto come attraverso una tv mal sintonizzata?
  10. E come attraverso un tubo?
  11. Hai mai visto elefanti rosa sott’acqua?
  12. Calamari giganti?
  13. È possibile che una gorgonia faccia morire dal ridere?
  14. Pensi che l’immersione profonda del corso avanzato sia una immersione inutile?
  15. È vero che la narcosi è gestibile?
  16. È vero che l’effetto dell’ossigeno e dell’azoto si compensano?
  17. Hai mai allenato la tolleranza alla pressione parziale dell’ossigeno come faceva Bret Gilliam?
  18. È vero che la velocità di discesa non ha alcun effetto sulla narcosi?
  19. Freddo e scarsa visibilità favoriscono la narcosi solo nei turisti?
  20. Quella che il Dalai Lama chiama la Pace Universale è là sotto… più o meno oltre i 70?

Calcola il tuo profilo

PROFILO 1 – da 1 a 5 sì
PROFILO 2 – da 6 a 10 sì
Control Freak
La vostra distanza dalla narcosi d’azoto è spesso la stessa che prendete da aperitivi prolungati e da altre pratiche sociali che inducono ad una minima alterazione della percezione, o a una perdita di controllo. Voi volete essere sempre ‘sharp’, per questo preferite il Nitrox all’aria, anche a dieci metri. Difficile darvi torto. In questa categoria si annidano subacquei tecnici integralisti e pochissimi ricreativi.

Easy going
Pensate, visti anche i costi dei corsi e delle ricariche, che l’aria sia ancora una miscela più che accettabile. Siete convinti che la narcosi sia una brutta bestia, ma con la quale prima o poi ognuno deve farci i conti. Ma meglio se in un contesto controllato e senza mai esagerare, soprattutto per non entrare mai in quel campo minato che è la pressione parziale dell’ossigeno.

PROFILO 3 – da 11 a 15 sì
PROFILO 4 – da 16 a 20 sì

Profondisti
Provate una sorta di attrazione fisica per le bombole da 18 litri e per le pareti verticali che NON si fermano sul sabbione a 40 metri. Fuggite i giardini di corallo come la peste e nei vostri tuffi c’è sempre una puntatina un po’ oltre i limiti. In superficie siete sempre indaffaratissimi a nascondere il computer alla vista di istruttori e divemaster. Al momento opportuno, per difendervi, sfoderate standard e manuali delle marine militari e delle federazioni. Quelli del ’57.

Intossicati
Le innumerevoli birre che bevete ogni sera voi le chiamate ‘allenamento alla tolleranza dell’azoto’. Avete riso in faccia ad una povera murena a cinquanta metri e ad un istruttore tecnico che vi sgridava per la vostra configurazione, una mono da dodici, mentre razzolavate sotto il terzo arco di Thomas Canyon. A voi l’azoto ormai… Davanti all’anestesista, se non volete ricevere una dose debole e risvegliarvi sotto i ferri, vi conviene dichiararvi per ciò che siete: tossicodipendenti. 

Vuoi saperne di più sulla narcosi d’azoto? Leggi l’articolo Risposte fisiologiche alla pressione nelle immersioni subacquee.

Informazioni sull'autore

Claudio Di Manao

Membro DAN dal 1997, Claudio Di Manao è Istruttore subacqueo PADI e IANTD, a Sharm el Sheikh in Egitto scrive e pubblica ‘Figli di Una Shamandura’, il primo di una fortunata serie di libri ironici sulla vita di subacquei e istruttori in Mar Rosso. Collabora con magazine, radio e quotidiani a diffusione nazionale occupandosi dei temi che più gli stanno a cuore, come l’ambiente marino, i viaggi e la sicurezza in mare. Tra le sue collaborazioni: Corriere del Ticino, ImperialBulldog, Radio Svizzera, Alert Diver, ScubaZone, Nereus.

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