25 Nov 2016 | Serena Lucrezi

Il turismo subacqueo è sottovalutato

Scarsi contatti tra subacquei e comunità locali, questioni di governance e mancanza di sostegno da parte di autorità e comunità scientifica – ecco cosa è emerso durante il progetto Green Bubbles, che ha evidenziato alcuni dei problemi che impediscono ai sistemi turistici subacquei di funzionare come dovrebbero.

Il turismo subacqueo favorisce la salvaguardia dell'ambiente e supporta le comunità locali. Fattura miliardi a livello mondiale e dà un notevole contributo all'economia - ma le sue potenzialità come forma sostenibile di turismo non sono riconosciute abbastanza.

Il risultato è che i sistemi turistici subacquei raramente funzionano come dovrebbero – e il settore subacqueo, e tutti i soggetti interessati, ne pagano le conseguenze.

Green Bubbles, un progetto finanziato dall'Unione Europea, ha esaminato la questione e messo in luce cosa ostacoli il sano funzionamento dei sistemi economici subacquei. Lo scopo del progetto era capire il problema e proporre soluzioni per lo sviluppo dell'industria turistica subacquea. Capire le sue interazioni con i fattori ambientali, sociali ed economici è importante nel contesto delle Aree Marine Protette (Amp), dove le dinamiche tra i vari soggetti sono complesse.

Il progetto ha analizzato due casi di studio da due realtà completamente diverse: l'Amp di Portofino in Italia e la Amp di Ponta do Ouro in Mozambico.

Gli operatori subacquei locali di entrambi i paesi sono stati invitati a esprimere il loro punto di vista sull'industria turistica subacquea nel corso di focus group e interviste. È interessante osservare come le risposte, provenienti da angoli diversi del mondo, siano sostanzialmente simili:


Questioni di governance

Gli operatori sia in Italia che in Mozambico pensano che alcuni aspetti della governance ostacolino il funzionamento dell'industria turistica subacquea. Sperano di poter migliorare i rapporti con i direttori delle Amp e con le autorità locali – rapporti basati su una sana collaborazione e partecipazione. Hanno individuato una possibile soluzione in una maggiore trasparenza delle comunicazioni con le autorità competenti e propongono di essere coinvolti nella pianificazione e nella gestione delle Amp.


Scollegati dai residenti

Un'altra osservazione condivisa è che le comunità locali sono scollegate dall'industria turistica subacquea e per questo il legame tra le due realtà è debole. C'è molto da fare per far conoscere meglio a turisti e residenti i benefici e il ruolo dell'industria turistica subacquea. A conti fatti è un settore che, tra le altre cose, ha le potenzialità per stimolare la crescita economica e per educare il grande pubblico alle questioni ambientali.


Mancanza di tutela all'interno delle Amp

Gli operatori della subacquea ritengono anche che altre industrie, come la pesca, minaccino la salute dell'ambiente marino e la sopravvivenza del turismo subacqueo locale – nonostante il fatto che le Amp siano spesso percepite come zone protette da ingerenze umane. Suggeriscono che su questo si potrebbe intervenire migliorando la zonazione e aumentando controlli e protezione ambientale in queste aree.


Sostegno dalla comunità scientifica

Sebbene gli operatori riconoscano che i progressi scientifici siano una grande ricchezza per il loro settore, ritengono che i collegamenti tra la comunità scientifica e l'industria subacquea siano deboli. Per risolvere questo problema suggeriscono un maggiore coinvolgimento da parte della comunità scientifica. Chiaramente, il progetto mostra che il settore deve affrontare delle sfide per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che si è prefisso. Ciò sarà possibile solo con il sostegno di tutti i soggetti interessati.

 

È fondamentale assistere l'industria subacquea nel suo percorso di adattamento al cambiamento, soprattutto perché possiede potenzialità enormi per la cultura, la protezione, l'esplorazione, la conservazione, lo sviluppo e l'emancipazione economica. Vogliamo forse che tutto questo potenziale abbia vita breve tra le sfide infinite che l'industria subacquea deve affrontare? Lavoriamo insieme perché ciò non accada.




Sull'autore:

La Dott.ssa Serena Lucrezi, PhD, è ricercatrice per la TREES (Tourism Research in Economic Environs and Society) presso la North-West University in Sudafrica. È ecologista delle coste sabbiose, ma ha una grande passione per la ricerca nel campo della subacquea con autorespiratore, in particolare la dimensione umana dello sport, comprese le percezioni ambientali dei subacquei e i loro punti di vista su temi che vanno dalla conservazione alla gestione al corretto comportamento sott'acqua. Ha pubblicato tre articoli sulle immersioni subacquee in riviste scientifiche. Ha anche scritto diversi articoli pubblicati su blog e riviste online. Infine, ma non meno importante, è da poco un'entusiasta subacquea anche con sidemount.




Scuba diving tourism systems and sustainability: Perceptions by the scuba diving industry in two Marine Protected Areas - Pubblicazione completa  Tourism Management , Volume 59, Aprile 2017, Pagg. 385–403.

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